Recensioni

Bellissima recensione di Tempi Selvaggi su Just Kids Magazine di ottobre 2021 a cura di Francesca Vantaggiato… ci siamo sinceramente emozionati leggendola!!!

“Un libro tosto. Una storia dura. Uno stile crudo. Pagina dopo pagina, ti avventuri insieme a Nove – incosapevole protagonista di queste incasinate vicende – nelle strade di Bologna, Reggio Emilia, Irpinia, Londra. Senti il rumore dei suoi passi pesanti, dichiarati sbattendo gli anfibi sul selciato. Annussi la puzza di marcio che gli scoppia nel cervello. Sei al suo fianco, mentre salta, accoltella, sgomita, picchia, cerca di respirare, suda e vomita. Pagine piene di sangue e sudore, di versi gridati e accordi assolutamente scordati…”

http://www.justkidsmagazine.it/2021/10/24/recensione-tempi-selvaggi-storia-di-punk-e-anarchia-roberto-colombari-cesare-ferioli-clueb-casa-editrice/

Su Rumore di Settembre 2021, Luca Frazzi parla di Tempi Selvaggi. ✍️ “La frenetica successione di eventi fa di Tempi Selvaggi un romanzo generazionale”

Mescalina 14 luglio 2021 Laura Bianchi recensisce Tempi Selvaggi

Incredibili, quei tempi, a ripensarci ora. Tempi di fermenti, contraddizioni, discussioni, impegno, lotte…e Bologna era uno dei centri culturali più attivi e vivi, in cui si muovevano realtà forse oggi impensabili. Tempi senza social, ma con una forza comunicativa sociale esplosiva, uno sguardo alla Gran Bretagna, uno alle filosofie orientali, e la testa rivolta a una volontà di cambiamento, anche questo, oggi, impensabile.

Tempi selvaggi, quelli degli anni Ottanta bolognesi (anzi, dal 1980 al 1983), e Roberto Colombari li ha vissuti tutti, intensamente, con una consapevolezza lucida, che ora trasferisce nel romanzo intitolato proprio Tempi selvaggi: seguiamo così la storia di nove (“Potevano esserci 1000mila motivi per quel nome uscito senza nemmeno la maiuscola, ma non ne sapeva nemmeno uno”), sintesi finzionale di tanti personaggi reali, uno skinhead che si trova a vivere il concerto dei Clash in Piazza Maggiore (organizzato dall’allora assessore alla Cultura, padre dell’autore), quello dei Ramones a Reggio, quello, violento, degli Exploited, il raduno Oi! a Certaldo, con le provocazioni di stampo fascista dei Rip Off, oltre alle esperienze a Londra, a stretto contatto con la scena punk, fra occupazioni, scontri razziali e amori, ma anche con la strage della stazione e le lotte anarchiche…(continua a leggere la recensione sul sito di Mescalina)

https://www.mescalina.it/libri/recensioni/roberto-colombari/tempi-selvaggi-storia-di-punk-e-anarchia-?

Corriere di Bologna 14 luglio 2021 Andrea Tinti scrive di Tempi Selvaggi

ROCKERILLA 491/492 Luglio/Agosto 2021, recensione di Valentina Zona

03 giugno 2021 – Red Raggini, ex chitarrista di Dioxina e Nabat

Interrompendo per un attimo (pensavo) la lettura degli altri libri ho cominciato Tempi Selvaggi e alla fine non ho più smesso di leggerlo e sono arrivato alla fine. Ci ho ritrovato molti personaggi che conosco, altri solo di vista o di nome avendo frequentato Bologna con continuità quando suonavo con i Nabat fra il 1984 e in 1987 un momento successivo a quello in cui è ambientato il romanzo.

Alcuni nomi li avevo quasi rimossi dai miei pensieri, forse perché erano una parte della causa che mi spinse a mollare tutto e avere il rigetto di una scena che mi aveva esasperato al punto da lasciarmi anche crescere i capelli lunghissimi per un lungo periodo prima di fare un po’ pace con me stesso e tornare a tagliarli… La lettura del libro è molto anfetaminica, perlomeno così è stata per me, scorrevole tranne nell’imbattersi in simboli, frecce, tabelle, maiuscole/minuscole come correre attraverso un campo minato, idea comunque molto originale mai trovata prima in altri libri.

Chi si nasconde dietro l’identità di Nove? Magari l’ho conosciuto oppure no, anche se nel finale del libro si accenna a un’audizione che fece coi Dioxina, ai tempi in cerca di un sostituto di Rudy ma davvero non me la ricordo… RED (Dioxina)

28 maggio 2021 – lorenzobecciani per Suffissocore

E’ uscito per CLUEB il volume “Tempi Selvaggi” a cura di Roberto Colombari e con le illustrazioni di Cesare Ferioli.

Di seguito la nostra recensione:

Ho letto questo libro avidamente, in sole due notti. Perché il punk è qualcosa che va consumato a caldo, a testa bassa, senza preconcetti ma soprattutto senza esitazione. La scrittura di Roberto Colombari è perfetta per una storia di punk e anarchia che si sviluppa a Bologna e uno dei pregi migliori del volume è la capacità di far risplendere il capoluogo emiliano anche quando i riflettori si accendono sui suoi lati oscuri, sui luoghi meno raccomandabili o comunque meno convenzionali. Una Bologna che viene vista come Londra o Berlino, anche grazie alle magnifiche illustrazioni di Cesare Ferioli, batterista e produttore che ricordiamo con Uxidi DC, Urban Fight e Tribal Noise ma anche per le collaborazioni con Luther Blissett e Wu Ming. Colombari è invece al settimo romanzo ed in precedenza, oltre ad aver messo mano su diverse fanzine, si era occupato di letteratura storica con una serie di storie ambientate nel Medioevo e, sempre CLUEB, sulla “terza guerra”.

Stavolta l’interesse è stato rapito da quegli anni selvaggi e formidabili in cui un costante senso di pericolo si accompagnava al rifiuto di leggi e modelli predefiniti, all’estetica del culto skinhead ed all’arrivo di informazioni più o meno veritiere provenienti dalla scena anglosassone. Da una parte la crudezza esasperata di certi eventi e dall’altra una libertà di pensiero che mai si era sperimentata in passato e che idealmente si riflette in una colonna sonora, più o meno indicata dall’autore, di spessore unico. La disposizione del testo, le evidenziature in nero o l’uso di caratteri differenti ne sottolineano la forza.

Un punto di partenza è naturalmente il concerto dei Clash in Piazza Maggiore, ma nel libro si citano anche eventi terroristici, rivolte, usi e costumi nel vestiario o nei giri da fare la sera e di fondamentale importanza sono anche l’apertura e chiusura di negozi e locali, l’odore ed il suono che provenivano da fogne e cantine. Servirebbero più opere del genere perché abbiamo un disperato bisogno di conoscere la verità e riflettere su ciò che è stato il passato. Visto che del presente non ci stiamo capendo molto.

leggi la recensione su Suffissocore: https://www.suffissocore.com/portal/scnews/24826/tempi-selvaggi-la-recensione-del-libro-di-roberto-colombari

26 maggio 2021- Antonio “Tony Face” Bacciocchi sul suo blog

Roberto Colombari – Tempi selvaggi. Storie di punk e anarchia

La Bologna del primissimo giro punk e skinhead, a cavallo tra 70 e 80.
Sullo sfondo una società che cambia, la bomba, le bombe, la repressione.
In mezzo chi non accetta tutto ciò, si ribella, cerca strade nuove e, quando trova porte chiuse, le sfonda.

Il romanzo di Roberto Colombari, arricchito dalla bellissima grafica e dai disegni di Cesare Ferioli (entrambi protagonisti diretti di quei tempi selvaggi), ci porta, attraverso Nove, giovane skinhead, violento, duro, aggressivo, senza regole né futuro, in mezzo a fatti veramente accaduti: il concerto dei Clash in Piazza Maggiore, i Ramones a Reggio, il sanguinoso raduno Oi! di Certaldo, la mattanza poliziesca al concerto degli Exploited, i Nabat e i Raf Punk, vari giorni londinesi con vicende più o meno note.

Scorrono fatti e persone (niente nomi, solo soprannomi – chi c’era sa chi sono), risse, amori, occupazioni e una vita violenta.

Linguaggio diretto e spesso ironico.
Si soffre e ci si diverte. Come in quei Tempi Selvaggi.

leggi l’articolo sul blog: http://tonyface.blogspot.com/2021/05/roberto-colombari-tempi-selvaggi-storie.html

15 aprile 2021 – Paola Naldi su Repubblica

15 aprile 2021 – Vincenzo Bagnoli (Versodove. Rivista di letteratura)

Volete sapere com’era la Bologna selvaggia del punk, degli skin, dopo l’implosione dei movimenti di rivolta e dopo l’eroina, quando della rabbia giovanile sembravano rimanere solo aspre ceneri sotto cui covavano però braci roventi? Allora fatevi prendere per mano da Laura dei Raf Punk, da Steno dei Nabat, da Oddone e Marina, e fatevi guidare attraverso il romanzo di Roberto Colombari. Al centro troverete quella città e proprio quegli anni, che Simon Reynolds chiamerebbe post-punk: anni violenti e amari, ma anche vitali e bollenti, in cui passioni e musica accendevano le vite.
Fatevi portare attraverso le periferie rabbiose di una città mai pacificata, al di sotto della retorica ufficiale, sempre spaccata in due fra il detto/dicibile e l’indicibile, fra chi ha e chi non ha; fra chi vuole e chi vieta, tra fabbriche di gomma, case occupate, concerti clandestini e grandi eventi, scontri di piazza, bombe, terremoti, risse, amori, amicizie odi; tra Ramones, Clash, Sex Pistols, Crass, Killing Joke; tra il desiderio di essere sé stessi e la volontà di inquadramento (cosa significano un paio di anfibi, una mohicana, una testa rasata?).
Attraverso gli occhi del protagonista tornate a quell’epoca, quando – nel declino della politica e del desiderio – il no future era una gigantesca minaccia fatta di aghi, deregulation, stabilimenti abbandonati e incubi nucleari, da sconfiggere giocando d’anticipo, in un rito orgiastico di pogo, sputi, contropotere, autodistruzione, e non la normalità placida dell’esistente, l’orizzonte oggi definitivo del “produci consuma crepa”… al tempo insomma dell’ultima, grande, ribellione anarchica.

10 febbraio 2021 – Marcello Conti per InCronac@

Quando Bologna era «Capitale del punk»

«RAF PUNK con la A cerchiata: aveva già visto quella scritta, accompagnata a volte dal disegno di una siringa in frantumi e le parole no eroina (altri rinnegano l’amante?) scritte sui muri. RAF PUNK, ANNA FALKSS con più tondi che alle olimpiadi -> probabilmente il nome era stato scelto proprio per le tante A da cerchiare ma non erano quelle a spingerlo. Davvero c’erano dei punk a Bologna? Degli altri punk a Bologna era il motivo per cui stava camminando nel vicolo immerso nell’odore di fogna…». È un assaggio del primo capitolo di Tempi selvaggi. Storie di punk e anarchia, un romanzo che ci porta nei primi anni ’80, a Bologna, in mezzo ai fermenti del movimento punk di allora. Lo firma lo scrittore Roberto Colombari, insieme a Cesare Ferioli che ha curato la parte grafica e realizzato i collage che impreziosiscono il volume. Uscirà l’8 aprile per Clueb.

Abbiamo parlato con Colombari che definisce il suo libro «fortemente biografico, però al plurale. Buona parte di quello che si racconta è vero, non il vissuto del protagonista che è inventato, ma quello che gli accade attorno è per lo più successo realmente». Un modo per raccontare anni che erano «selvaggi e violenti, ma anche molto attivi culturalmente»…

leggi l’articolo completo: https://incronaca.unibo.it/archivio/2021/02/10/quando-a-bologna-era-la-capitale-del-punk